Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius”

La Fiera dei Vini FIVI 2025 a Bologna è stata l’occasione per partecipare alla masterclass: “Un rosso dolomitico: il Teroldego secondo Giulio de Vescovi”: una verticale di Teroldego Rotaliano DOC.

La masterclass prevedeva una degustazione di Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius” dell’Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach di Mezzocorona (Campo Rotaliano), annate: 2020, 2019, 2018, 2016, 2015 più una vecchia annata a sorpresa.

La famiglia de Vescovi Ulzbach arrivò in Campo Rotaliano, a Mezzacorona, nella prima parte del XVII° secolo (per saperne di più: Famiglia de Vescovi, una storia di 400 anni).

L’attività vitivinicola continuò nei secoli fino al 1918, quando a causa di problemi familiari, le uve vennero conferite alla Cantina Sociale di Mezzocorona.

Giulio de Vescovi, finiti gli studi e dopo varie esperienze presso cantine in Italia e all’estero, iniziò il progetto di rilancio della Cantina de Vescovi e, nel 2003, iniziò a vinificare le uve di famiglia,

La realtà si concretizzò nel 2006, con l’immissione sul mercato di due tipologie di vino prodotte con uve Teroldego.

Giulio de Vescovi, impegnato a dimostrare la potenzialità di questo vitigno, con altri vignaioli ha costituito l’associazione “TeRoldeGo Evolution”.

TeRoldeGo Evolution:
Associazione, nata nel 2018, riunisce nove cantine. La mission: incentivare la qualità attraverso un disciplinare interno più rigido, la riduzione delle rese per ettaro, la mappatura dei cru per evidenziare le diverse espressioni del territorio e la promozione del vino.

Oggi, la produzione enologica è così ripartita: 90% riservata alle cantine sociali/cooperative e 10% ai piccoli produttori.

La filosofia della Cantina

Tra gli elementi fondamentali per la qualità dei vini Teroldego, secondo Giulio de Vescovi, sono i costituenti del suolo e lo strato superficiale di terreno presenti nel Campo Rotaliano, zona ad alta vocazione viticola,

In dettaglio: il suolo è costituito da un substrato di ghiaia e ciottoli, figlio delle alluvioni del torrente Noce e del ritiro del ghiacciaio omonimo, e uno strato superficiale di terreno agrario con tessitura di sabbia e limo dallo spessore tra i 30 cm. e i 2,5 metri.

Questa tessitura, ha precisato Giulio de Vescovi, determina la capacità drenante dei suoli influenzando la concentrazione e il profilo aromatico del vino.

Le scelte agronomiche e di cantina, illustrate durante la Masterclass, finalizzate alla vinificazione del Teroldego Rotaliano “Vigilius” si possono sunteggiare in:

  • privilegiare i suoli con uno strato superficiale tra i 30 e 70 cm. per migliorare il corredo polifenolico del Teroldego, evitando quelli con maggiore spessore,  
  • trasformare l’allevamento delle viti dalla pergola doppia, tradizionale trentina, a palizzate verticale potate a Guyot per privilegiare la sintesi superiore di tannini e struttura rispetto al colore (per approfondire visitare il sito aziendale)
  • affinare il vino 12 mesi in legno nuovo e/o di 2-3 passaggi, la scelta dipende dalle annate, quindi, per 6 mesi in legno grande prima di andare in bottiglia (tecnica utilizzata negli ultimi 10 anni):

Il “Vigilius” è una selezione di uve provenienti da tre vigneti i cui suoli hanno le caratteristiche sopra citate, i vigneti sono costituiti da viti allevate per 2/3 col sistema a spalliera e per 1/3 a pergola doppia.

La vendemmia avviene in tempi diversi, le prime a essere raccolte sono le uve coltivata a pergola, seguono quelle a spalliera, con uno scostamento di una o due settimane.

Note di degustazione

L’incontro è proseguito con la verticale di Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius”, illustrata da Giulio de Vescovi.

Nella degustazione mancavano i vini “Vigilius” dell’anno 2017, in quanto non sono stati prodotti a causa di condizioni meteorologiche avverse (pioggia e grandine).

Una caratteristica comune dei vini in degustazione è il colore granato quasi cupo con unghia violacea.

Quello che sorprende è la capacità del vino di mantenere nel tempo la tonalità cromatica, stabilità dovuta all’importate dotazione di malvidina nelle uve Teroldego.

Descrizione dei vini Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius” degustati, le annate:

2020

Ancora giovane con un grandissimo potenziale, esprime importanti note fruttate (prugna, mirtillo e ribes nero) e leggera speziatura, in bocca fresco, carnoso, ampio.

2019

Interessante bouquet, prevalgono i sentori fruttati (mirtillo e mora), grande piacevolezza e equilibro in bocca, vellutato.

2018

Profumi di frutti neri, marmellata di susine e leggera spezia, al sorso espressivo, profondo con un ottimo equilibrio tra tannini e acidità.

2016

Elegante all’olfatto con evidenti note speziate, etereo con un sottofondo fruttato, in bocca avvolgente, polposo, equilibrato.

2015

Dopo dieci anni, il vino risulta ancora giovane, esprime note complesse di frutti neri di bosco, leggera grafite e spezie dolci, al palato elegante, persistente.

2005 (la sorpresa promessa)

Sono passati vent’anni, un vino sorprendente per la sua brillante tonalità cromatica, che lo rende ancora giovane, requisito confermato anche all’olfatto e al gusto. Profumi di confettura di prugne e mirtillo, di spezie dolci, grande eleganza e persistenza in bocca.

Il Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius” 2022, invece, è stato degustato allo stand dell’Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach.

Giovanissimo, rosso rubino scuro con sfumature di violaProfumo di piccoli frutti neri di bosco, note balsamiche, in bocca acidità e tannini ben equilibrati, opulento e complesso.

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