Il Campo Rotaliano o Piana Rotaliana è una pianura alluvionale del Trentino conosciuta per essere culla del vitigno Teroldego.
Un triangolo, di circa 1200 ettari, tra il fiume Adige e il torrente Noce, circondato su tre lati da pareti rocciose che sovrastano i comuni di Mezzolombardo e Mezzocorona, proteggendo la piana dai freddi venti settentrionali.
I terreni, costituiti da depositi alluvionali trasportati dal torrente Noce e dal fiume Adige, sono composti da banchi di ghiaia e ciottoli, ricchi di scheletro, mentre la tessitura superficiale è formata da limo e sabbia.
I terreni e il microclima creano quindi un habitat ideale per Il vitigno Teroldego.
Numerose sono le citazioni sul Campo Rotaliano, le più celebri sono quella di Cesare Battisti, geografo e irredentista, che lo definì “il più bel giardino vitato d’Europa” e quella di Goethe “il giardino delle viti”.
Il Teroldego
Vitigno originario del Trentino, ha numerosi sinonimi tra i quali si citano ad esempio: Teroldega, Teroldeghe, e Merlina (Valtellina).
Antica varietà del Trentino, citata per la prima volta in un documento commerciale del 1480: “Due brente vin teroldego fermentato e buono” (Prato, 1989).
Il Teroldego risulta essere anche il vino servito ai padri conciliari durante il Concilio di Trento (1545-1563), come cita lo storico Michelangelo Mariani nel suo libro “Trento con il Sacro Concilio” (1673).
Le potenzialità del Teroldego e la volontà dei produttori, che si erano costituiti, sin dal 1948, in Consorzio, hanno favorito il riconoscimento nel 1971 della DOC Teroldego Rotaliano, il primo vino del Trentino a ottenere la Denominazione d’Origine.
Mario Soldati così descrive, nel libro “Vino al vino” (nei tipi Oscar Mondadori 2014, prima edizione 1977) al capitolo “Primo viaggio: Autunno 1968 – Nelle provincie di Verona e Trento”, il vino da uve Teroldego:
“… Rosso granato, giovane di due anni, fresco asciutto, di odore vinoso e aromatico con un sapore caratteristico riconoscibile tra mille …”.
L’origine del nome Teroldego è incerta, potrebbe derivare:
• da un fattore fonetico, la parola conterrebbe le radici “Gold” (oro) e “Tirol” (oro del Tirolo) che identificava i vini del Trentino alla corte asburgica,
• dal nome di un vitigno, il Terodolì, importato con il gelso da migranti provenienti dal veronese attirati dalla fertilità delle terre e dal clima,
• dal toponimo di una località “Teroldege” dove i vigneti erano presenti sin nel XV/XVI° secolo (Roncador, 2006, Vouillamoz et al, 2012).
Il pedigree del Teroldego
Le ricerche sul profilo genetico hanno suggerito che il Teroldego potreebbe essere un incrocio spontaneo tra due varietà sconosciute ed estinte.
Ulteriori ricerche avrebbero individuato nel il Teroldego uno dei genitori del Marzemino e del Lagrein, fratello del Dureza (vitigno dell’Ardèche), nipote del Pinot e nonno del Refosco del Peduncolo rosso (Vouillamoz e Grado, 2006).
Il Merlot con il Teroldego ha dato origine al vitigno Rebo, un incrocio creato negli anni ’40 del secolo scorso, da Rebo Rigotti, ricercatore dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.
Il Teroldego, inoltre, è autorizzato come vitigno complementare per numerosi vini a Denominazione in diverse Regioni.
Annotazioni ampelografiche del Teroldego
Il vitigno ha una buona vigoria, maturazione medio-tardiva, ma è sensibile alla muffa grigia, alla muffa acida e al disseccamento della rachide.
Il grappolo ha una forma piramidale, mediamente compatto, alato, con acino sferoide, buccia spessa, pruinosa e polpa dal sapore neutro.
Profilo enologico
Il vino rosso da uve Teroldego ha caratteristiche distintive:
- colore rosso rubino intenso che nel tempo vira al granato, profumi di frutti di bosco, violetta, spezie, etereo, in bocca strutturato, vigoroso, acidità e tannini equilibrati, con ottima potenzialità di invecchiamento.
Di seguito il disciplinare del Teroldego Rotaliano DOC, approvato nel 1971, modificato più volte, ultima modifica nel 2020.
Stralcio dal disciplinare
La zona di produzione del Teroldego Rotaliano DOC comprende parte del territorio, noto come “Campo Rotaliano”, dei comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e della frazione di Grumo (comune di S. Michele all’Adige), tutti in provincia di Trento.
La base ampelografica del Teroldego Rotaliano DOC è l’uva Teroldego vinificata in purezza.
Il Disciplinare prevede le tipologie:
- Teroldego Rotaliano (nel tipo rosso o Rubino)
- Teroldego Rotaliano (nel tipo rosato o kretzer)
- Teroldego Rotaliano superiore e superiore riserva.
In etichetta la specificazione “Rubino” è facoltativa, mentre è obbligatoria per il vino rosato la specificazione “rosato” o “kretzer”.
I principali requisiti

Se il vino viene sottoposto ad un periodo di invecchiamento minimo di due anni, in etichetta si può aggiungere la qualifica “riserva”.
Il Disciplinare non riporta alcun riferimento alle tecniche e tempi di affinamento, quindi, sono a discrezione del produttore.
Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di vendemmia.












Be First to Comment