Givry: AOC della Côte Chalonnaise

Givry AOC è una piccola e prestigiosa denominazione, prende il nome dall’omonimo comune al centro della Côte Chalonnaise, una delle quattro aree vitivinicole della Borgogna.  

l comune si trova ad una decina di chilometri a ovest dalla città Châlon sur-Saône, nel Dipartimento del Saône-et-Loire.

I vigneti si estendono per circa 250 ettari sui territori dei comuni di Dracy-le-Fort, Givry e Jambles, ad un’altezza massima di 280 metri, con esposizione est/sud-est e sud.

La Côte Chalonnaise, confina a nord con la Côte de Beaune e a sud con il Mâconnais, è un rilievo calcareo, con andamento nord/sud, sono presenti cinque AOC comunali (villages): Bouzeron, Rully, Mercurey, Givry e Montagny e una regionale: AOC Bourgogne Côte Chalonnaise. 
In alcuni manuali alla Côte Chalonnaise è associata la Côte du Couchois, una piccola regione vitivinicola a ovest della Côte Chalonnaise riservata all’AOC Bourgogne Côte du Couchois.

Un po’ di storia

La viticultura, come cita il Disciplinare, risale almeno al III° secolo d.C., ma il suo sviluppo inizia nel X° secolo sotto l’impulso dei monasteri quali l’Abazia di Cluny e l’Abazia di La Ferté (filiazione di Cîteaux, situata a pochi chilometri a sud di Givry).

Il vino, per tutto il Medioevo, gode di una eccellente reputazione, merito anche del decreto di Filippo II di Borgogna, emanato nel 1395, che impone la coltivazione esclusiva del Pinot Nero nella regione a discapito del Gamay.

Con Enrico IV (1553/1610) Givry diventa il vino di corte e lo esenta dalle tasse di ingresso a Parigi,

Nei secoli successivi Givry conosce un importante sviluppo, interrotto con l’arrivo della fillossera negli ultimi decenni del 1800.

Negli anni venti del 1900, i viticoltori si impegnano per la tutela del nome e l’8 febbraio 1946 ottengono il riconoscimento della AOC.

La viticoltura a Givry, negli ultimi decenni del secolo scorso, deve far fronte allo sviluppo urbano di Chalon-sur-Saône, ma la resilienza dei viticoltori riesce a mantenere vitale questa zona.

Oggi la produzione di attesta su circa 10.000 hl di vini rossi (di cui 4.500 hl premier cru) e 2500 hl di vini bianchi (di cui 800 hl premier cru).

Stralcio del Disciplinare

Givry AOC, vino fermo nelle tipologie rosso e bianco, da uve coltivate nei comuni Dracy-le-Fort, Givry e Jamble. Il Disciplinare autorizza la vinificazione, l’elaborazione, l’affinamento anche in numerosi comuni di prossimità.

Il nome della denominazione Givry può essere completato in etichetta:

  • dalla menzione “premiere cru”, oppure
  • dalla menzione “premiere cru” completato dal nome da uno dei 38 climats (termine borgognone per indicare “cru”) presenti nel Disciplinare, oppure
  • dal nome di uno dei 29 lieux-dits (specifiche parcelle di terreno storicamente registrate per le loro caratteristiche uniche di suolo, esposizione e microclima).

L’etichetta, inoltre, può riportare la dicitura: “Vin de Bourgogne” o “Grand Vin de Bourgogne”.

Base ampelografica:

  • varietà principale: Chardonnay, vitigni secondari: Pinot bianco e Pinot grigio per i vini bianchi,
  • varietà principale: Pinot nero, vitigni secondari: Chardonnay e Pinot Grigio per i vini rossi,

I vitigni secondari possono concorre, per un massimo del 15%, solo se presenti “mischiati” nell’appezzamento con le varietà principali. La vinificazione deve avvenire unicamente in uvaggio.

Tra le indicazioni per la vinificazione, è vietato l’uso di trucioli.

Il periodo minimo di affinamento termina il 1° aprile dell’anno successivo della vendemmia e la messa in commercio decorre dal 15 aprile.

Suoli e clima

I terreni dell’areale sono formati da calcari bruni e calcari calcici di origine oxfordiana (primo piano del Giurassico superiore) e nelle piccole valli laterali da formazioni calcaree del Giurassico medio e marne del Lias (Giurassico inferiore). Suoli ricchi di scheletro, piuttosto asciutti e di moderata fertilità.

Il clima è di tipo oceanico temperato con influenze mediterranei. Estati calde e ben soleggiate con precipitazioni ripartite in tutti i mesi l’anno.

Tuttavia, a causa del cambiamento climatico, si nota un aumento della piovosità, come nel 2024.

AOC Givry: caratteristiche sensoriali

I vini sono prevalentemente monovarietali da Pinot nero e da Chardonnay.

I vini rossi alla vista presentano un colore porpora con riflessi violacei, sentori floreali (violetta), fruttati, (mora, ribes nero, mirtillo) e speziati, talvolta anche cuoio e pelliccia. Da giovane esprimono tannini leggermente ruvidi che, con il tempo, polimerizzando diventando vellutati.

I vini bianchi, dal colore giallo paglierino, esprimono profumi agrumati (limone), di tiglio con una leggera mineralità che col tempo evolvono in frutta secca, al sorso sono eleganti, giustamente acidi, secchi.

I “premier cru” hanno bouquet e aromi più importanti ed eleganti.  

Note di degustazione

I vini degustati sono tutti Givry AOC prodotti dal Domaine Desvignes, una cantina familiare situata nel comune di Givry.

I vigneti sono coltivati ​​in modo sostenibile secondo i principi della lotta integrata, la vendemmia è manuale.

Appunti sul millesimo 2023:
annata caratterizzata da condizioni climatiche ideali con una primavera favorevole e un'estate calda con notti fresche, che ha permesso una vendemmia precoce e rese elevate senza, però, compromettere la qualità delle uve.

En Chenèves, 2023

Vinificato con uve Chardonnay 100%, fermentazione e affinamento sui lieviti in fusti di rovere, di cui 10% nuovi, per 12 mesi. Il vino effettua la fermentazione malolattica.

Vino dal brillante colore giallo paglierino, con profumi di frutti bianchi, floreali e agrumati e leggere note tostate dovute all’affinamento, al palato salino, elegante, dinamico e verticale.

I vini sottocitati (tipologia fermo, rosso) sono affinati in fusti di rovere, di cui 10-15% nuovi, per 12 mesi, vinificati in assenza di anidride solforosa.

Champ la Dame, 2023

Si presenta con note di frutti rossi (ciliegia, lampone), violetta e leggermente boisé, al sorso giustamente tannico, rotondo, persistente, gastronomico.

Ozymandias, 1er Cru, 2023

Vinificato con uve del clos “Vernoy”.  Profumi di frutta nera matura (ribes nero, mirtillo), leggere note affumicate e boisé, avvolgente, vellutato, lungo molto elegante, ancora giovane con ottima potenzialità di evoluzione positiva nel tempo.

Clos du Vernoy “Monopole”, 1er Cru, 2023

Vinificato con uve del clos “Vernoy”, vigneto classificato “premier cru”.  Profumi di frutta nera matura (ribes nero, mirtillo), leggere note affumicate e boisé, avvolgente, vellutato, lungo molto elegante, ancora giovane con ottima possibilità di evoluzione positiva nel tempo.

Elenco dei climats “premier cru” e “lieux-dits”.

“premier cru” (fonte Disciplinare)

A Vigne Rouge, Clos du Cellier aux Moines, Champ Nalot, Clos Charlé, Clos de la Baraude, Clos du Cras long, Clos du Vernoy, Clos Jus, Clos Marceaux, Clos Marole, Clos Salomon, Clos-Saint-Paul, Clos-Saint-Pierre, Crauzot, Crémillons, En Choué, En Veau, La Brûlée, La Grande Berge, La Matrosse, La Petite Berge, La Plante, Le Champ Lalot, Le Médenchot, Le Paradis, Le Petit Prétan, Le Vernoy, Le Vigron, Les Bois Chevaux, Les Bois Gautiers, Les Combes, Les Galaffres, Les Grandes Vignes, Les Grands Prétans, Le Pied du Clou, Petit Marole, Pied de Chaume, Servoisine.

“lieux-dits” (fonte sito Vines de Bourgogne)

Brusseaux de Charron, Champ la Dame, Champ Pourot, Chanevarie, Clos de la Brûlée, En Chenève, Gauron, La Corvée, La Feusée, La Pièce, La Pierre, La Putin, La Ridette, La Vernoise, Le Paradis, Les Faussillons, Les Fontenottes, Les Galaffres, Les Grognots, Les Mureys, Les Plants Sont Fleuris, Les Vignes Rondes, Meix Saint-Antoine, Mortières, Tambournette, Teppe des Chenèves, Varange, Vauvry, Virgaudine.
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