Recioto della Valpolicella: Presidio Slow Food

Il Recioto della Valpolicella, vino simbolo della Valpolicella, rischia di cadere nell’oblio, è un nuovo Presidio Slow Food del Veneto.

Le tipologie stabilite sul Disciplinare: Recioto Valpolicella DOCG (designabile anche con i riferimenti “classico” e “Valpantena”) e Recioto Valpolicella DOCG spumante (designabile anche con il riferimento “Valpantena”).

Il Recioto dagli anni 2000 ha subito una progressiva contrazione produttiva, oggi rappresenta lo 0,6% di tutte le bottiglie prodotte in Valpolicella e ancor meno in termini di volumi produttivi.

Questa contrazione è dovuta:

  • al successo internazionale dell’Amarone che ha spinto i produttori a destinare gran parte delle uve appassite alla vinificazione di questo vino,
  • al minor consumo di vini dolci,
  • alle molte tipologie e stili del Recioto della Valpolicella (fermo da consumarsi giovane o invecchiato oppure spumante) che hanno sconcertato il consumatore,
  • alle molte tipologie e stili del Recioto della Valpolicella (fermo da consumarsi giovane o invecchiato oppure spumante) quindi, senza una identità definita.

Il Presidio

Per preservare dall’estinzione del Recioto, una piccola comunità di produttori, grazie al supporto della condotta Slow Food di Verona, ha dato vita a un Presidio con un regolamento più restrittivo rispetto al disciplinare.

I principali punti del regolamento, definiti dalla comunità del Presidio del Recioto, si possono riassumere:

  • selezione di uve da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta,
  • appassimento in fruttaio per almeno 100 giorni senza forzature,
  • messa in commercio non prima di 5 anni a partire da quello successivo alla vendemmia, con almeno un anno in bottiglia,
  • livelli molto bassi di solforosa (non superare i 110 mg/l di anidride solforosa).
Area di produzione:
definita dal disciplinare del Recioto della Valpolicella Docg, corrisponde ai comuni di Marano, Fumane, Negrar, Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara, tutti in Provincia di Verona.

Alcuni interventi

Alla presentazione del Presidio, Roberto Covallero, presidente di Slow Food Veneto e referente del Presidio, ha affermato:

“Il nostro obiettivo è strapparlo all’oblio iniziando dai primi sette produttori che condividono questo progetto, le Cantine Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia, per aggregare in futuro altri produttori. Si stanno avvicinando in particolare piccole cantine, quelle più legate al territorio e alla tradizione, che già producono in modo sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente e della biodiversità”.

Interessante è la riflessione di Nicola Perusi della Cantina Mizzon, referente e portavoce dei produttori del Presidio, alla presentazione del progetto ad un gruppo di produttori della FIVI di Verona:

“Innanzitutto l’aspirazione a ritrovare un vino che è quello che tutti ricordano. Un tempo di Recioto se ne producevano due versioni, quella più giovane, che la Docg disciplina in modo già rigoroso, e una versione invecchiata che nel tempo è andata perdendosi a vantaggio dell’Amarone. Molti hanno abbandonato questa versione che toccava punte di eccellenza, o l’hanno molto ridimensionata. Ma il Recioto trova la sua grandezza nell’invecchiamento, è questo che dà al Recioto la sua profondità, la sua complessità di profumi e struttura. Sono molto contento che in pochi giorni già sette produttori abbiano aderito. Questo è un vino che ha una storia millenaria, deve ritornare ad essere il grande vino della Valpolicella”. 

Il Presidio inizia il suo cammino e la prima tappa: Slow Wine Fair 2026, a BolognaFiere, dal 22 al 24 febbraio.

Abstract da Comunicato stampa Slow Food e relative due foto

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