Côte des Bar: gli Champagne

La degustazione ha interessato gli Champagne della Côte des Bar, dove il vitigno più coltivato è il Pinot noir (circa l’85%).

Con questo articolo continua il viaggio, dopo La Vallée de la Marne, tra le aree vinicole della Champagne.

La Côte des Bar è conosciuta anche come “Aube”, ossia con il nome del Dipartimento.

L’attuale nome fa riferimento a due comuni, circondati da vigneti, Bar-sur-Seine e Bar-sur-Aube (des Bar).

La Côte des Bar

Côte des Bar è l’areale più meridionale della regione vinicola della Champagne, situato a circa 100 chilometri da Epernay, vicina a Chablis in Borgogna.

A differenza delle altre aree, come quelle di Reims dove predomina il gesso cretaceo, qui i terreni sono prevalentemente composti da marne e calcari kimmeridgiani, simili a quelli di Chablis

Anche il clima è leggermente differente rispetto alle altre zone, più continentale, con inverni più freddi e estati più fresche, tendenzialmente le uve maturano più tardi.

Nella zona più meridionale della Côte de Bar si trova Les Riceys, un villaggio circondato da vigneti coltivati a Pinot noir (886 ettari), popolare per i monumenti storici e per la produzione di vini che rientrano in tre AOP: Champagne, Rosé des Riceys e Coteaux-Champenois.

Rosé des Riceys AOP 
Un vino rosé fermo vinificato, solo nelle annate favorevoli, con uve Pinot noir provenienti unicamente da vigneti ubicati nel comune di Les Riceys. Vinificato, come cita il Disciplinare, con grappoli di uva interi con la tecnica della macerazione semi-carbonica. Il colore varia dal rosa salmone chiaro al rosso vivo, aromi di frutti rossi, con una buona attitudine all’invecchiamento dove esprime aromi speziati. La Denominazione è stata riconosciuta con decreto nel 1947. Una curiosità: era il vino preferito da Luigi XIV.

Coteaux-Champenois AOP
Vino fermo, AOC dal 1974, vinificato nelle tipologie rosso, bianco e rosé, la base ampelografica è uguale a quella dello Champagne AOP. La zona di produzione delle uve comprendente i comuni di 5 dipartimenti del nord-est. Vini caratterizzati da buona acidità e vivacità.

Pinot noir

Il Pinot noir è uno delle varietà più coltivate al mondo, anche se è un vitigno difficile da allevare e vinificare.

La sua origine è controversa probabilmente originario della Borgogna, citato nel XIII secolo coi nomi Morillon e Noiren. Il nome Pinot appare nel 1375 in una relazione di viaggio del Duca Philippe le Hardi dove si menziona: “vin de pinot vermeil” (Dion 1959, Réseau 1997, Robinson et al 2012).

Non mancano altre ipotesi sulla sua origine, forse un po’ fantasiose, come ad esempio: originario della valle del Nilo (Negrul 1938) o uguale alla vite allobrogica citata da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, o proveniente dal Jura o Baden-Württemberg, ma anche della Valtellina. (J. Robinson et al. 2012).

Anche l’origine del nome Pinot è controversa, l’ipotesi più attendibile è da attribuirsi alla forma a pigna del grappolo.

L’elevata instabilità genetica del vitigno lo rende soggetto a mutazioni che danno origine a numerosi cloni e varietà con colori e caratteristiche differenti (es. Pinot blanc, gris, ecc.), pur avendo un patrimonio genetico simile.

Il Pinot noir, vitigno dalla elevata vigoria e maturazione tardiva, è sensibile alla botrite, all’oidio, alle gelate primaverili.

In cantina è difficile da vinificare a causa ad esempio: all’instabilità del colore, al ridotto contenuto di acidi nel mosto.

 Sussiste inoltre una differenza tra i cloni selezionati in Borgogna e quelli in Champagne.

In Borgogna, i cloni sono selezionati per ottenere rossi complessi mentre, diversa è la selezione per quelli utilizzati in Champagne che privilegiano maggiore resa, acidità più elevata e minore cessione di colore in vinificazione.

Note di degustazione

La degustazione ha interessato Champagne Blanc de Noirs e Rosé (100% Pinot noir) e alcuni Champagne da assemblaggio selezionati tra i produttori presenti nell’isola “Côte des Bar” nella manifestazione Champagne Experience 2025.

Champagne Fleury – Courteron

Maison creata nel 1985. È stata la prima cantina biodinamica (1989) della Champagne. Per i vini di riserva utilizza il metodo Solera inverso.

Blanc de Noirs Extra Brut, dosaggio 3,4 g/l, sosta sui lieviti 4 anni, non millesimato, effettua la fermentazione malolattica, assemblato con 45% di vino di riserva.

Giallo paglierino carico, con sentori fruttati (pesca ) e leggere note floreali, al sorso è fresco, con buona struttura, verticale, complesso.

Rosé de Saignée Extra Brut, dosaggio 3,4 g/l, sosta sui lieviti circa 4 anni, non millesimato, rosato da macerazione, effettua la fermentazione malolattica.

Rosa carico, con evidenti profumi di frutti rossi e ribes nero, in bocca evidenzia giusta acidità, sapidità e persistenza. 

Champagne Devaux – Bar-sur-Seine

Applica, in vigna, un protocollo più stringente rispetto al Disciplinare. Parte dei vigneti è in conversione biologica.

Coeur des Bar Blanc de Noirs Brut, dosaggio 8 g/l, sosta sui lieviti minimo 24 mesi, non millesimato, effettua la fermentazione malolattica, assemblato con 20-25% di vino di riserva parzialmente affinato in legno.

Giallo paglierino brillante, bollicine fini, al naso note evidenti di frutti rossi maturi, piacevole al sorso, fresco con un elegante finale.

Rosé D Brut, dosaggio 3 g/l, sosta sui lieviti minimo 60 mesi, non millesimato, assemblaggio: 55% Pinot noir (di cui 10% vinificato in rosso) e 45% Chardonnay (uve provenienti da Côte des Bar e Côte des Blanc).

Rosa con riflessi leggermente aranciati, sentori di piccoli frutti rossi e leggere note di rosa, in bocca è setoso, con una piacevole nota acida nel finale.

Champangne Morel

Champagne Morel – Les Riceys

Maison gestita da 5 generazioni della famiglia Morel. La gran parte delle vigne sono attorno al villaggio di Les Riceys.  

Cuvée “L’Extra” Extra Brut, dosaggio 4 g/l, sosta sui lieviti 60 mesi, non millesimato. 

Dal colore dorato, i profumi ricordano i frutti rossi e fiori (viola) che ritornano al sorso, fresco, minerale, buona persistenza.

Cuvée Réserve Brut, dosaggio 7,5 g/l, sosta sui lieviti 36 mesi, non millesimato.

Giallo paglierino carico, sentori di mela rossa e piccoli frutti rossi e, albicocca, fresco, complesso e lungo.

Cuvée Millesimé Brut, 2015, assemblaggio: 75% Pinot noir e 25% Chardonnay, dosaggio 8 g/l, sosta sui lieviti minimo 60 mesi.

Color oro pallido, al naso è complesso, un’evoluzione di aromi da frutta secca (nocciole, mandorle) ad agrumati, frutti bianchi e pasticceria, al sorso ampio, ricco, goloso e lungo.

Pur Rosé Brut, dosaggio 7 g/l, rosato da macerazione, sosta sui lieviti minimo 36 mesi, non millesimato.

Rosa con rilessi aranciati, i profumi ricordano i frutti rossi (ciliegie, lampone) con un finale speziato, al sorso è piacevole, fresco, goloso.  

Rosé des Riceys, dosaggio non dichiarato, macerazione dei grappoli interi (4-6 giorni), affinamento del vino base: 10 mesi di cui 2/3 in tini e 1/3 in botti, sosta sui lieviti minimo 24 mesi.

Rosa carico, profumi evidenti di frutti piccoli rossi (lampone) e spezie dolci. Rosé con ottima struttura (ricorda il vino rosso), complesso, vellutato, di carattere.

Champagne Alexandre Bonnet – Les Riceys

In vigna applica la viticoltura di precisione, utilizza pratiche biologiche.  

Extra Brut Blanc de Noirs, dosaggio 3 g/l, sosta sui lieviti 36 mesi, non millesimato, effettua la fermentazione malolattica.

Giallo con riflessi dorati, al naso profumi fruttati (pera, albicocca) con leggere note speziate e balsamiche, sapido con buona acidità, lungo.

Extra Brut Blanc de Noirs “Les Vignes Blanches”, 2019, dosaggio 1 g/l, sosta sui lieviti 48 mesi, effettua la fermentazione malolattica.

Giallo oro, una tavolozza di profumi: fruttati, floreali e speziati, in bocca complesso, carnoso, con una piacevole persistenza acida. 

Extra Brut Rosé, dosaggio 4 g/l, sosta sui lieviti 36 mesi, non millesimato, rosato da assemblaggio (i vini bianchi effettuano la fermentazione malolattica, i rossi macerazione con cappello sommerso e fermentazione in tini per 6 giorni).

Rosa carico, esprime al naso note di piccoli frutti rossi, leggermente speziati, goloso con buona struttura.  

Conclusioni finali

La realtà produttiva è prevalentemente incentrata su piccole maison di “récoltant-manipulant” e “vignerons”, che hanno raggiunto la notorietà per l’alta qualità per i loro Blanc de Noirs. 

Gli Champagne Blanc de Noirs da Pinot noir (100%) sono espressivi, con aromi di frutta rossa e spezie e buona potenzialità di evoluzione positiva nel tempo, riconoscibili, merito dei suoli ricchi di argille e marne kimmeridgiane e Champagne Rosé da macerazione, suadenti, fruttati, speziati.

I dati citati sono stati ricavati dai siti delle Maison, brochure Champagne Experience 2025 e produttori.

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