Slow Wine 2026 è molto più di una guida, pone l’attenzione sulla necessità di cambiamento per rispondere alle attuali esigenze, sia sul modo di coltivare, sia nella distribuzione del vino.
La Guida è stata realizzata da 250 collaboratori che hanno visitano tutte le cantine recensite.
L’edizione del 2026 è un ulteriore passo per creare un’alleanza virtuosa tra produttori e appassionati per rivoluzionare la viticoltura e l’enologia italiana.
Una delle principali novità della sedicesima edizione è l’inserimento della grammatura del vetro delle bottiglie, informazioni presenti per tutti i vini recensiti.
Queste informazioni contribuiscono a indirizzare il lettore ad una scelta responsabile sulla sostenibilità.
In particolare, Slow Wine lancia una call to action che riguarda i vini fermi, invitando i produttori a ridurre il peso medio delle bottiglie da 0,75 l a meno di 450 grammi entro la fine del 2026.
Ulteriori novità
Sono 133 le aziende “novità”, ossia quelle aziende non presenti nella precedente edizione.
La copertina di Slow Wine 2026 è stampata su CRUSH Uva.
CRUSH UVA fa parte della gamma ecologica di Favini, realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. I residui di agrumi, uva, kiwi, mais, caffè, olive, nocciole, mandorle e ciliegie vengono riutilizzati come materia prima nobile.
Interessante la riflessione, sulle difficoltà del settore, di Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine, alla presentazione della guida avvenuta a Milano :
“La crisi del vino italiano è profonda e richiede un’azione urgente e decisa su tre fronti essenziali.
Il primo riguarda la produzione: è indispensabile intervenire su reimpianti, estirpi e disciplinari, eliminando regole obsolete che favoriscono la quantità a discapito della qualità, pretendere il rispetto delle leggi esistenti e i controlli conseguenti. Dobbiamo ridurre le rese, bloccare l’espansione indiscriminata delle superfici vitate e contrastare le pratiche speculative che danneggiano il settore.
Il secondo aspetto riguarda la struttura delle cooperative, che producono circa il 50% del vino italiano. Serve una profonda riforma per favorire aggregazioni tra realtà troppo piccole, investire in professionalità e competenze specifiche, e superare la gestione ancora troppo spesso approssimativa, affinché possano competere sul mercato globale.
Infine, il terzo punto cruciale è la promozione e il marketing: oggi manca una strategia coordinata che unisca le forze a livello nazionale e regionale, con investimenti mirati in formazione e comunicazione di qualità. È fondamentale superare la frammentazione e valorizzare davvero la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale. Solo affrontando insieme questi tre aspetti potremo superare la crisi attuale e garantire un futuro solido, sostenibile e di eccellenza al vino italiano”.
I numeri di Slow Wine 2026

- 7.972 vini recensiti
- 1.172 cantine che praticano agricoltura biologica/biodinamica certificata o in conversione
- 3.023 vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi
- 133 aziende “novità”
- 242 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste
- 188 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica
- 49 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo
- 153 Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso
- 196 locali del Bere Slow
- 227 video delle visite in cantina visualizzabili attraverso un QR Code
- 439 cantine che offrono ospitalità
- 294 cantine che offrono ristoro
- 845 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini
Collana: Guide Slow
Pagine: 1152
Prezzo al pubblico: 28,00 € - Prezzo online: 26,60 € - Prezzo soci Slow Food: 22,40 €
Guida già disponibile in libreria e su slowfoodeditore.it
(Abstract da comunicato stampa Slow Food – foto dal sito Slow Food)












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