La 37esima edizione di Osterie d’Italia è stata presentata, il 19 ottobre, nella Sala Fucine delle OGR di Torino.
Trentasei anni fa, Carlo Petrini e un piccolo gruppo di sodali diedero vita alla guida. Si erano resi conto che c’era bisogno di una ricognizione delle osterie, che in quegli anni stavano scomparendo.
Quattro i capisaldi che hanno ridefinito da quel momento il modello di osteria e che non sono mai cambiati:
- cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualità e del territorio, prezzi accessibili ai più e calda accoglienza.
La guida è diventata così negli anni una sorta di strumento educativo come ha precisato Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, all’apertura della presentazione:
“Mentre chiudevamo la guida in redazione, a fine agosto, pensavo che questo libro è uno strumento educativo formidabile. Con Osterie d’Italia si imparano la geografia, la storia, l’agricoltura, l’economia, la sociologia, tutta la diversità e complessità del nostro Paese, …. Le Osterie sono piccoli ma indispensabili santuari di autenticità. …
Nelle osterie si vive, si lavora, si mangia e si beve, si riattivano i sensi, si sta bene, insieme, senza filtri. E si impara. Si diventa aperti e tolleranti, gastronomi e cittadini colti e responsabili”.
Regioni: panoramica 2027
Le regioni con più osterie segnalate sono:
- il Piemonte (169), la Toscana (158) e la Campania (155),
mentre quelle con il maggior numero di Chiocciole sono:
- Campania con 34 locali, seguita dal Piemonte con 31 e a pari merito Emilia-Romagna, Toscana e Puglia con 26.
La novità
In coda al volume una novità, anche se è un lieto ritorno, la sezione “Ho voglia di… Lo trovo a…”, un indice da “sussidiario” presente nella prima edizione della guida Osterie d’Italia, quella del 1990.
Si trattava allora, e si tratta ancora oggi, di un indice dei piatti (dall’abbacchio alla zuppa valpelinentze) e dove trovarli.
I numeri della guida Osterie d’Italia 2027

- 1952 locali scelti per la cucina territoriale autentica, la rigorosa selezione degli ingredienti e l’atmosfera genuina,
- più di 250 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano,
- 335 insegne con la Chiocciola, assegnata per l’eccellente proposta, l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con i valori di Slow Food,
- 228 locali premiati con il Bere Bene, un riconoscimento per la curata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati,
- 627 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini,
- 175 locali quotidiani: pastifici, le gastronomie, le enoteche con cucina, che per la prima volta compaiono come sezioni regionali e non più raggruppati in fondo al volume,
- a completare tutto utili inserti, con indirizzi dove provare altre forme di ristorazione popolare, dai trippai fiorentini alle pizzerie napoletane, dalle malghe trentine ai buffet triestini.
Osterie d’Italia 2027
Collana: Guide Slow
Pagine: 1020
Prezzo al pubblico: 24,90 € - Prezzo online: 23,66 € - Prezzo soci Slow Food: 19,92 €
L’app di Osterie d’Italia 2027 sarà disponibile dal 3 novembre in italiano e in inglese.
(Abstract dal comunicato dell’Ufficio Stampa Slow Food Editore e scaricata l’immagine della copertina).












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