Verticale: Moscato d’Asti DOCG e Canelli DOCG

Una verticale di Moscato d’Asti DOCG e Canelli DOCG sembrerebbe una contraddizione in termini: il Moscato viene considerato un vino da bere giovane per la sua esuberanza e opulenza di profumi.

L’occasione per smentire questo luogo comune è stata la manifestazione Grandi Langhe 2026 a Torino dove, in Sala Stampa, si potevano degustare oltre 500 referenze rappresentanti le principali DOP piemontesi.

Anche nel Disciplinare del Canelli DOCG, a conferma della potenziale longevità dei vini, si prevede, per la tipologia “riserva”, un significativo periodo di invecchiamento prima della messa in commercio.

Le differenze: i punti chiave

Il Moscato d’Asti DOCG è regolato dal Disciplinare “Asti” unitamente alle tipologie: Asti, Asti metodo classico, Moscato d’Asti vendemmia tardiva e sottozone “Strevi” e “Santa Vittoria d’Alba”.

Il Canelli DOCG è una Denominazione recente (2023) riservata alle tipologie Canelli e Canelli “riserva”. Ante il 2023 era una “sottozona” regolata nel Disciplinare Asti DOCG.

La base ampelografica per entrambi i vini sono le uve Moscato bianco:

  • in purezza nel Canelli DOCG,
  • minimo 97% nel Moscato d’Asti DOCG, per il restante 3% da vitigni a bacca bianca aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte.

Le differenze principale si possono elencare nell’area geografica e nei requisiti più stringenti nel disciplinare del Canelli DOCG.

Area geografica

La zona di produzione del Canelli DOCG, limitata all’area storica considerata la “culla” del moscato, comprende i territori di 17 comuni, ripartiti tra le provincie di Asti (11) e Cuneo (6).

Il Moscato d’Asti DOCG ha, invece, un’area di produzione più estesa che abbraccia i territori totali e parziali di 51 comuni, distribuiti tra le provincie di Asti (28), Cuneo (13), e Alessandria (9).

Confronto sui requisiti

Solo il Canelli “riserva” anche accompagnato a menzione “vigna” ha tempi di immissione al consumo definiti in:

  • non prima di 30 mesi di invecchiamento e affinamento di cui almeno 20 mesi in bottiglia a decorrere dal 1° ottobre dell’anno della vendemmia.

Le “caratteristiche al consumo” nei Disciplinari sono generiche per il Moscato d’Asti DOCG, molto dettagliate per il Canelli DOCG, una nota condivisa è nel sapore: “talvolta vivace”.

In merito alla caratteristica “talvolta vivace” i due Disciplinari precisano che: 
“all’atto dell’immissione al consumo può essere caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione che, conservato alla temperatura di 20° centigradi in recipienti chiusi, presenta una sovrapressione dovuta all’anidride carbonica in soluzione non superiore a 2,5 bar”.

Note di degustazione

Tutti i vini degustati hanno come base ampelografica uve Moscato bianco in purezza.

Moscato d’Asti DOCG, Bruna, 2025, Sergio Gozzelino, Costigliole d’Asti

Colore giallo paglierino, leggermente vivace con profumi di erbe aromatiche e floreali (zagara), in bocca leggermente minerale con buon equilibro tra acidità e dolcezza, cristallino, non stucchevole.

Canelli DOCG, Spaccavento, 2025, L’Armangia, Canelli

Giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, buona vivacità, bouquet dai sentori fruttati (mela verde), agrumati e di salvia, al sorso sapido, molto piacevole, agile ed elegante. 

Canelli DOCG, Moscata, 2023, Cantine Mongioia, Santo Stefano Belbo

Giallo paglierino, all’olfatto sentori complessi di frutta gialla matura (pesca), note balsamiche e agrumate, al sorso ampio, fresco, leggermente sapido, grasso, suadente con un’equilibrata dolcezza.

Moscato d’Asti DOCG, Clerio, 2022, Terrabianca, Mango

Paglierino carico, al naso note muschiate e leggeri sentori floreali (biancospino) e fruttati (albicocca matura), al palato fresco, elegante, lungo con leggera sapidità nel finale.

Questi ultimi due campioni, millesimo 2019, sono stati una piacevolissima sorpresa per la ricchezza degli aromi ed espressività.

Moscato d’Asti DOCG Canelli, L’Astralis La stella dei viticultori, 2019, Cantine Mongioia, Santo Stefano Belbo

Degustato nello stand del pruduttore

Giallo paglierino con riflessi dorati, all’olfatto importanti sentori di frutta candita nonché note di erbe aromatiche, frutta esotica e leggera speziatura. In bocca equilibrato, grasso, complesso, grande freschezza e persistenza.

Moscato d’Asti DOCG, Vigna Moncucco Collezione 60 mesi, 2019, Teresa Soria, Castiglione Tinella 

Giallo paglierino con riflessi dorati, sentori di frutta candita e leggere note di idrocarburo e balsamiche, in bocca grande equilibrio tra dolcezza e acidità, elegante, agile, con importante persistenza finale.

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