Ghemme DOCG

“Grandi Langhe e il Piemonte dei vini”, la manifestazione tenutasi a Torino alle OGR, ha permesso di organizzare una mini verticale di Ghemme DOCG.

Il vino prende il nome dall’omonima cittadina che sorge sulla riva sinistra orografica del fiume Sesia, o meglio come dicono localmente della Sesia, secondo la tradizione celtica che identificava i corsi d’acqua come Dee madri.

Il Ghemme DOCG è una denominazione rientrante tra quelle dell’Alto Piemonte, che comprende i vini DOP prodotti nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

Una zona vocata per vini longevi ed eleganti, influenzati da suoli morenici (es. Ghemme) e vulcanici (es. Gattinara).

Appunti di storia

Territorio ricco di storia, le prime notizie risalgono al periodo romano, suffragate dal rinvenimento di una lapide funeraria di Vibia Earina e anfore vinarie nel territorio del Pagus Agamium (antico nome romano della zona di Ghemme).

Il vino era molto apprezzato dalla Corte degli Sforza. Garibaldi lo definì il “Vino del Rinascimento”.

Nel 1969 ha ottenuto il riconoscimento della DOC e nel maggio 1997 la DOCG.

I suoli del Ghemme DOCG

I vigneti sono impiantati su colline originate dal ritiro dei ghiacciai (Monte Rosa) e dei depositi alluvionale del fiume Sesia.

La composizione dei terreni è un insieme di ghiaie grossolane, ciottoli, sabbia, limo e argille con presenza di rocce, trascinate a valle dai ghiacciai, di serpentino, dolomia, porfido e soprattutto gneiss mentre, lo strato superficiale dei suoli vede la presenza di argille, caolini e tufi

Questa composizione dei suoli garantisce un eccellente drenaggio dell’acqua, fondamentale per la salute delle viti e, nel contempo, influenzano il profilo organolettico del vino.

Il comune Ghemme è una delle porte del "Geoparco Valsesia Val Grande" che si estende dal Lago Maggiore al confine con la Svizzera, fino al Monte Rosa.  Il Geoparco è stato riconosciuto nel 2013 dall'UNESCO e dal 17 novembre 2015 è “UNESCO Global Geoparks”, il programma delle Riserve della Biosfera e del Patrimonio Immateriale.

Stralcio del Disciplinare

Il Disciplinare prevede due tipologie Ghemme e Ghemme riserva che possono essere anche accompagnate dalla menzione “vigna”.

La base ampelografica è il vitigno Nebbiolo con possibilità di utilizzare i vitigni Vespolina e Uva Rara (da soli o congiuntamente) fino al 15%.

La zona di produzione delle uve rientra in quelle più vocate dei territori di Ghemme e Romagnano Sesia, comuni in provincia di Novara.

La giacitura è collinare ad un’altezza tra i 220 e 400 metri s.l.m.

Le rese non devono superare le 8 t/ha (per la menzione “vigna” 7,2 t/ha) e titolo alcolometrico totale 11,5% e 12% vol. per il Riserva e “vigna”.

Il periodo di invecchiamento, a partire dal 1° novembre dell’anno di vendemmia, è per il Ghemme di 34 mesi di cui 18 in legno e per il Riserva 36 mesi di cui 24 mesi in legno.

Il disciplinare stabilisce anche la data di immissione al consumo: il “Ghemme” dal 1° settembre del terzo anno successivo alla vendemmia e il Riserva dal 1° settembre del quarto anno.

bicchieri ghemme

Note di degustazione

Tutti i Ghemme DOCG degustati presentavano una nota cromatica comune: rosso granato con riflessi aranciati più pronunciati per il millesimo 2019.

Base ampelografica: 100% Nebbiolo per tutti i vini ad eccezione del millesimo 2020 vinificato con 85% Nebbiolo e 15% Vespolina.

Ghemme DOCG, 2022, Paride Chiovini, Sizzano

Al naso evidenzia note di frutta rossa matura (ciliegia) e balsamiche completate da sentori florali, leggera alcolicità, al sorso complesso, austero e buona persistenza.

Ghemme DOCG, 2021, Vigneti Costacurta, Ghemme

Interessanti profumi fruttati (ciliegia) e floreali (violetta), leggera nota di rabarbaro, in bocca entrata leggermente acida che scompare lasciando note minerali e tannini sottili, lungo.

Ghemme DOCG, 2020, Az. Agr. Vit. Ioppa, Romagnano Sesia

Bouquet caratterizzato da sottili sentori fruttati e floreali (violetta), etereo, con leggere note erbacee e speziate, al palato sapido, asciutto, delicati tannini e note amare nel finale.

Ghemme DOCG riserva, No. 1, 2019, La Piemontina, Sizzano

Al naso interessanti profumi fruttati, floreali e iniziali profumi terziari (sottobosco), al palato note minerali., buona polimerizzazione dei tannini che lo rendono vellutato, elegante e ottima persistenza. 

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