L’oggetto di questo articolo sono i vini rossi AOP del Languedoc benché nella regione si producono anche vini a denominazione bianchi fermi, Vin Doux Naturel (fortificati), abboccati e spumanti (solo a Limoux).
Languedoc enologicamente è associata, nelle guide di settore, alla regione del Roussillon: però gli unici punti in comune sono:
- la base ampelografica,
- appartenenza con il Midi-Pyrénnèes alla regione amministrativa “Occitanie” (Occitania).
Geograficamente il Languedoc si trova al sud della Francia, affacciata sul Mar Mediterraneo, a nord confina con il Massif Centrale, a est con la Provenza e a sud ovest con il Roussillon e i Pirenei.
Un po’ di storia
Il Languedoc ha una storia ricca e complessa il cui nome deriva da “langue d’oc”, termine usato per indicare la lingua occitana parlata in questa regione.
Il termine “d’oc” equivale al “si” italiano in contrapposizione alla parlata del nord della Francia detta “langue d’oil” dove “d’oil” è l’avverbio affermativo. La lingua occitana ebbe grande impulso nei secoli XI-XIII grazie alla poesia e alla musica dei trovatori che celebravano l’amor cortese e i cavalieri.
Inizialmente abitata da celti e liguri, fu colonizzata dai greci ai quali seguirono i romani, che hanno lasciato importanti vestigie come ad esempio a Nimes, Narbonne e Béziers.
Terra di passaggio delle invasioni barbariche, prima i visigoti e poi i franchi, dopo le distruzioni, la viticoltura si riprese grazie, come in tutta l’Europa, ai monasteri.
L’allevamento delle vite, nei secoli successivi, interessò solo le zone collinari con produzione di vino per il consumo locale.
Alcuni momenti importanti per lo sviluppo della viticoltura nel Languedoc sono stati:
- la creazione del porto di Sète e l’apertura, nel XVII secolo, del Canal du Midi (collega il Mediterraneo all’Atlantico) favorirono le esportazioni verso i Paesi del nord Europa;
- l’arrivo della ferrovia negli anni 1850 – 1880 aprì il mercato urbano della Francia del nord, che richiedeva grandi volumi di vino di bassa qualità.
Questo favorì la sovrapproduzione di vini magri, acidi e poco alcolici, sovente assemblati con vini, ricchi in alcool e colore, provenienti dall’Algeria.
La sovraproduzione originò crisi e rivolte, ad esempio quella “dei vignaioli” del 1907, contro la caduta dei prezzi dovuta alla contraffazione del vino con acqua e zucchero e diventò una vera e propria insurrezione contro il governo centrale.
Il primo riconoscimento dei vini dell’area arrivò nel 1938 con l’AOC Blanquette de Limoux.
Però, solo negli anni settanta del secolo scorso, si abbandonò gradualmente la produzione di vini ordinari, causato sia al minor del consumo che alla richiesta di vini di qualità.
L’inversione di tendenza produttiva avvenne molto lentamente, infatti nel 2000 i vini senza indicazione geografica rappresentavano ancora il 20% della produzione, percentuale scesa nel 2009 al 10%.
La creazione della AOC regionale Languedoc nel 2007 dette un importante impulso commerciale e qualitativo al settore enologico.
Oggi rappresenta il terzo produttori di vino in Francia e tre quarti dei vigneti sono coltivate a varietà a bacca rossa. (rif . Draaf Occitanie).
Le AOP del Languedoc
Le AOP sono 36 così strutturate:
- una denominazione regionale: AOP Languedoc (bianco, rosso, rosato) con 11 sottozone di cui:
sette AOP riservare alla tipologia rosso: Languedoc Grès de Montpellier, Languedoc La Méjanelle, Languedoc Pézenas, Languedoc Quatourze, Languedoc Saint Christol, Languedoc Saint Georges d’Orques, Languedoc Sommières e quattro ai tipi rosso e rosé: Languedoc Montpeyroux, Languedoc Saint Drézery, Languedoc Saint Saturnin, Languedoc Cabrières. - Undici AOP sotto-regionali: Cabardes (rosé e rosso), Clairette du Languedoc (bianco), Corbières (bianco, rosé, rosso), Corbières Durban (rosso), Limoux (bianco e rosso), Malepére (rosé e rosso), Minervois (bianco. rosé e rosso), Picpoul de Pinet (bianco), Saint-Chinian (bianco, rosé e rosso), Saint Chinian Berlou (rosso), Saint Chinian Roquebrun (rosso).
- Sette AOP comunali: Corbières Boutenac, Fitou, Minervois La Livinière, Terrasses du Larzac (solo vino rosso), Faugères (bianco, rosé, rosso), La Clape (bianco e rosso), Pic Saint Loup (rosé e rosso).
- Tre AOP riservate agli spumanti: Blanquette de Limoux (bianco), Limoux méthode ancestrale (bianco), Crémant de Limoux (bianco e rosé).
- Quattro riservate ai Vin Doux Naturel (bianco): Muscat-de-Lunel, Muscat-de-Mireval, Muscat-de-frontignan, Muscat-de-saint-Jean-de-minervois.
Inoltre sul territorio sono presenti circa 40 IGP sia territoriali che dipartimentali.
Il terroir e il clima
Regione molto estesa con una grande varietà di suoli:
- schisti del massiccio primario e rocce calcaree nell’areale del Minervois e di Saint-Chinian;
- gneiss del giurassico e triassico con talvolta presenza di marne a Corbière;
- terrazzamenti ciottolosi del quaternario in Val d’Orbieu, Caunes-Minervois e Majanelle;
- suoli formati da depositi alluvionali, sabbiosi, argillosi lungo i corsi dei fiumi e zone costiere.
Il clima del Languedoc è di tipo mediterraneo caratterizzato da estati calde e secche e inverni miti e umidi, la pioggia è concentrata in autunno e in inverno anche se il cambiamento climatico origina fenomeni estremi.
Altra caratteristica meteorologica è la presenza della tramontana, vento freddo, secco e intenso che protegge i vigneti e colture arboree dalle malattie fungine. Soffia da nord/nord-ovest, prevalentemente in inverno e primavera, con raffiche da 90 a 100 km/h e talvolta raggiunge i 140 Km/h.
La tramontana è paragonale al mistral che soffia sulla Provenza, la differenza è geografica: il Mistral interessa la Valle del Rodano mentre la Tramontana soffia tra il Massiccio Centrale e i Pirenei.
La base ampelografica dai vini del Languedoc
I vini AOP, per rispettare i Disciplinari, sono vinificati in assemblaggio o uvaggio con numerose varietà in percentuale variabile.
Le principali varietà di vitigni che concorrono alla produzione di:
- rossi e rosati: Syrah, Grenache, Mourvèdre, Carignan, Cinsault con eventuale aggiunta di Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Malbec.
- bianchi fermi: Grenache blanc, Clairette blanche, Bourboulenc, Viognier, Piquepoul, Marsanne, Roussanne e Vermentino;
- spumanti (solo a Limoux): Mauzac, Chenin, Chardonnay, Pinot noir;
- Vin Doux Naturel (fortificati): Muscat à petits grains.


Note di degustazione
Le caratteristiche organolettiche dei vini variano in base sia alla varietà dell’uva prevalente nell’assemblaggio o uvaggio che alla tecnica di vinificazione.
Tutti però presentano un colore rosso molto intenso con riflessi porpora.
I vini degustati:
Corbières AOP, 2024, Trilles, Maureilhan, da uve Grenache e Syrah.
Languedoc AOP, Devois des Agneaux d’Aumelas, Bio, 2023, Vignobles Jeanjean, da uve Syrah e Grenache
La Clape AOP, Tournepierre, 2023, Château Le Négly, da uve Carignan, Grenache, Mourvèdre e Syrah.
Minervois AOP., 2023, Section Viginie Querin, da uve Syrah, Grenache e Carignan.
Corbières AOP, Cuvée Ludivine, 2022, Prieuré du Château les Palais, da uve Syrah, Grenache, Mourvèdre.
Saint-Chinian-Roquebrun AOP, Terrasses de Maynard, 2022, Les Vins de Roquebrun, da uve Syrah, Grenache e Mourvèdre.
I vini dove le uve Syrah sono prevalenti note di piccoli frutti neri e spezie (pepe nero), in bocca buona struttura, eleganza ed equilibrata acidità.
In quelli dove l’uva Grenache prevale risultano fruttati, con aromi di piccoli frutti rossi e neri (lampone, ribes), buona struttura, golosi e ampi.
Nell’assemblaggio il Mourvèdre aggiunge note fruttate (frutti neri) e tannini, il Carignan, se allevata con rese limitate, apporta note di frutti rossi (ciliegia) e erbacee.
Altra caratteristica dei vini è il positivo rapporto qualità-prezzo: prezzi completivi a fronte di una buona-ottima qualità. Vini quotidiani e gastronomici.












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